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Vangelo di Domenica 17 maggio 2026

VII Domenica di Pasqua - anno A

Carissimi, in questa VII Domenica del tempo di Pasqua celebriamo l'Ascensione al cielo di nostro Signore Gesù Cristo. Il commento al Vangelo è di don Gabriele Dipaola, che ringraziamo e per cui continuiamo a pregare.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28, 16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

Il commento di Don Gabriele

Oggi celebriamola solennità dell'ascensione al cielo di Gesù. Quaranta giorni dopo la pasqua, gli undici Apostoli lo videro salire al cielo. 
Gli Apostoli non sanno se una perdita o un compimento.
Potremmo chiamarla il tempo della fiducia che Gesù ripone in noi. Siamo infatti chiamati a continuare la missione che Egli ha iniziato: far conoscere a tutti l'amore del Padre. 
È mistero dell’assenza di Dio, ma Gesù vuole educare i suoi a vivere la sua assenza, che poi non è mancanza ma è la presenza nell'assenza: Gesù non è più fisicamente visibile, ma è presente in modo più profondo nei sacramenti, nella Parola e nella comunità.
La comunità come vive questa presenza assenza?
Il Risorto dà appuntamento ai suoi sul monte per vederlo e vedere è come entrare in una nuova relazione con Lui.
In Galilea terra ibrida che rappresenta la nostra ferialità, vita fatta di incertezze, smarrimenti, sofferenze, ove la nostra vita non è sempre in sintonia con la volontà di Dio, ove non sappiamo distinguere tra ciò che bene o male, ciò che puro o impuro, ma è proprio lì che Dio ci da l’appuntamento. Infatti Gesù invita a non restare a "guardare il cielo", ma a trasformare la nostra vita in una missione, certi che il Risorto agisce con noi. 
Gesù disse loro a me è stato dato ogni potere in cielo e in terra, andate in tutto il mondo e annunciate ad ogni creatura il Vangelo e battezzatele nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. I discepoli non devono annunziare il Vangelo con le proprie forze o con le loro capacità ma con il potere di Cristo Risorto che è potere dell’amore, del suo donarsi totale e radicale cioè il suo amore infinito ed eterno per l’uomo. Allora scoprirete che io sono con vi tutti i giorni fino alla fine del mondo.
Battezzare significa, immergere nell'amore di Dio, far entrare la gente nella meraviglia della paternità di Dio.
L’Ascensione ci consegna un messaggio decisivo per la nostra vita, nel senso che la nostra esistenza, ci ricorda che la nostra vita è un viaggio verso una meta ove il Padre ci spetta per farci festa, infatti, Gesù dice io vado a prepararvi un posto, perch laddove sono io sarete anche voi.
Quando saremo in cielo ci libereremo dell’abito del lutto della fatica del. Dolore, dei lutti, delle sofferenze e indosseremo l’abito della festa della gioia. Se togliamo la meta dal nostro cammino la vita sarebbe un   assurdità, insignificante.
L’incontro definitivo con il Padre sarà un abbraccio, una benedizione per chi ha amato e servito i fratelli e si è fatto vicino a loro amandoli con bontà e carità e per chi si è rifiutato di vivere nel male.
Impariamo a non sciupare il tempo che Dio ci dona entriamo nella sua casa vestiti di bontà verso tutti. Sia laudato Gesù Cristo. 
Buona festa dell’ascensione a tutti.