Solennità della Santissima Trinità - Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
Parola del Signore.
Commento di don Gabriele
Oggi, Solennità della Santissima Trinità, il Vangelo è tratto dal dialogo di Gesù con Nicodemo (cfr Gv 3,16-18). Nicodemo era un membro del Sinedrio, appassionato del mistero di Dio: riconosce in Gesù un maestro divino e di nascosto, di notte, va a parlare con Lui. Gesù lo ascolta, capisce che è un uomo in ricerca e allora prima lo stupisce, rispondendogli che per entrare nel Regno di Dio bisogna rinascere; poi gli svela il cuore del mistero dicendo che Dio ha amato così tanto l’umanità da mandare il suo Figlio nel mondo. Gesù, dunque, il Figlio, ci parla del Padre e del suo amore immenso. Padre e Figlio. È un’immagine familiare che, se ci pensiamo, scardina il nostro immaginario su Dio. La parola stessa “Dio”, infatti, ci suggerisce una realtà singolare, maestosa e distante, mentre sentir parlare di un Padre e di un Figlio ci riporta a casa. Sì, possiamo pensare Dio così, attraverso l’immagine di una famiglia riunita a tavola, dove si condivide la vita. È un’immagine che ci parla di un Dio comunione. Padre, Figlio e Spirito Santo: comunione. Ma non è solo un’immagine, è realtà! Gesù ci ha parlato anche dello Spirito Santo e ce lo ha donato come presenza viva nella Chiesa e nel mondo, perché il Vangelo continuasse a parlare a tutti in ogni tempo. Così ci è stato fatto intuire che Padre, Figlio e Spirito Santo vivono in una perfetta comunione d’amore, come un unico respiro che continuamente si dona. Questa è, in fondo, la più semplice professione di fede trinitaria: non spiegare tutto, ma lasciarsi stupire. Davanti alla Trinità conta più la meraviglia che la pretesa di capire pienamente. Non siamo davanti a una verità fredda e astratta, ma a una realtà viva e palpitante. Il nostro Dio non è chiuso in sé stesso: in Lui esistono relazione, dialogo e dono reciproco. La Trinità è il luogo dell’amore.
In realtà tutto il Vangelo si racchiude proprio qui: Dio è amore. Per questo è difficile comprendere come, anche nella storia cristiana, il nome di Dio sia stato associato alla violenza. Ogni volta che i cristiani hanno usato la forza, persino per imporre la propria fede, hanno tradito il cuore stesso del Vangelo. È forse questa la più grave delle eresie, perché colpisce ciò che nel cristianesimo è essenziale e irrinunciabile: l’amore.
Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: «Dio ha tanto amato il mondo». Il nostro non è un Dio che cerca di condannare, ma un Dio che ama, chiama, perdona e vuole salvare tutti. E il “mondo” di cui parla Gesù è quello amato da Dio che comprende tutti, anche coloro che spesso preferiremmo tenere lontani, quelli che ci infastidiscono o ci fanno paura.
Il mistero della Trinità, allora, è una verità profondamente attuale, perché tocca il nostro modo di vivere le relazioni. Forse una delle immagini più belle della Trinità è quella della famiglia vissuta nel rispetto e nel dono reciproco. Tra le esperienze che più richiamano il mistero trinitario vi sono la preghiera fatta di ascolto, fiducia e rispetto, lontana dalla pretesa di imporre agli altri il proprio “tu devi”; e un perdono capace di far ricominciare dopo ogni contrasto. Solo così viviamo a immagine di Dio e impariamo a conoscerlo meglio. Scriveva Vincent van Gogh: «Il mezzo migliore di conoscere Dio è amare molto». È davvero così: se imparassimo ad amare di più, comprenderemmo meglio anche il mistero della Trinità.
Dio ha tanto amato il mondo e ci ama tanto! Attenti bene, ci ha dato una prova: gli sta tanto a cuore il mondo che ha mandato il suo Figlio in mezzo a noi: è venuto lui per stare con noi e si è fatto carne. E ti ha mandato il suo Figlio apposta per farti capire che non devi morire! Dio è amante della vita! Tutte le volte che tu ti lasci convincere dalla cattiveria, dal tuo egoismo, dalla tua miseria, muori, il mondo muore.
Possa il Signore, nella sua infinita misericordia, togliere il peccato che è dentro di noi, aprirci a lui e farci comprendere che siamo già in questa comunione, per cui noi «non ci chiamiamo soltanto, ma siamo davvero figli di Dio» (1Gv 3,1).Facciamo di questo mondo quello che è, quello che è in Dio, facciamo di questa vita un paradiso. Com'è bello vivere così! Il Signore ci ha fatto per vivere così!
Preghiera…
Gloria a Te, o Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo!
Domande per noi…
1. Mi sento amato, nonostante tutto?
2. In genere, come vivo le mie relazioni?